Renzo di Falco: “La radio è passione che distrae e rende felici”. Il Giamba ne parla con lo speaker di RDS.

..una volta il noto speaker americano Casey Kasem disse:
“Sostanzialmente, la radio non è cambiata nel corso degli anni. Nonostante tutti i miglioramenti tecnici, è ancora un uomo o una donna e un microfono, la riproduzione di musicali, la condivisione di storie, il parlare di diverse questioni, il comunicare con il pubblico”.

Io, Giamba, sono convinto che la radio sia in assoluto uno dei “luoghi” più romantici in cui si possa stare, in cui ci si possa ritrovare e sentire sempre a casa. La radio è romanticismo, è immaginazione allo stato puro, e non parlo solo del fatto che non appena sentiamo una voce le abbiniamo un volto frutto della nostra immaginazione, ma perchè ci porta ad immaginarci l’intero contesto: se sentiamo parlarci di moda ci scatta la curiosità di sapere com’è vestita quella voce, o com’è fatto lo studio da dove ci sta parlando, oppure (ma questo solo per i più “malati” come me) che tipo di microfono ha, com’è fatta la regia, come gestiscono i vari aspetti della diretta ecc..

Si crea spesso una romantica (appunto) empatia con chi ci sta parlando: se si segue tutti i giorni una trasmissione in radio, anche solo semplicemente perché siamo in auto sempre alla stessa ora, lo speaker diventa un po’ un accompagnatore della nostra vita. La sua voce ci accompagna in quel momento di spensieratezza, di giramento di scatole, di rabbia, di bisogno di compagnia perché “che sonno che mi viene a guidare adesso”. Quella voce c’è anche in quei momenti in cui la sentiamo ma non la ascoltiamo perché pensiamo ad altro. Quella voce c’è sempre, con lo stesso entusiasmo e voglia di condivisione. Che ci siano milioni di orecchie ad ascoltarla od un numero esiguo. Che sia per lei una giornata allegra e spensierata od una piena di problemi e momenti tristi. Quella voce c’è che tu decida di accenderla oppure no, ha scelto di accompagnarti e lo farà. Non ci sono giochi di luce, coreografie o effetti speciali particolari a supporto, solo quella voce. È un rapporto a due, o ti senti in compagnia di un amico che ti fa sentire a casa oppure non lo ascolti, non ci sono vie di mezzo.

È quando a questo rapporto si aggiunge la musica (l’elemento più pubblico ma anche tra i più personali in assoluto) che il viaggio nella fantasia arriva a compimento. Ognuno grazie ad una bella canzone può arrivare ovunque con la sua testa, immaginarsi in qualsiasi posto in compagnia di chiunque. La radio e la musica insieme sono incontenibili e fattori di puro godimento per chi li ascolta. Sono Batistuta e Rui Costa, per chi capisce il paragone calcistico-fiorentino.
È per questo che la radio è sempre stata, per ognuno di noi, una certezza: oltre al fatto che la radio “sta dove la metti” (non vuole essere invadente e la si può vivere anche mentre si fa altro) ha sempre buona musica e buoni argomenti da proporre. È riuscita negli anni ad adattarsi alla modernità ed alla tecnologia affacciandosi in maniera diretta ed efficace al mondo del web, sia con lo streaming live (avete presente Ganga Radio?!) che sui vari social per farsi vivere da vicino in qualsiasi parte del mondo. È anche per questo secondo me che la radio è tutt’ora una certezza e continua ad essere scelta dalle persone.

Ho chiesto ad un professionista vero di scambiare qualche chiacchiera con me in merito alla sua visione di radio per raccogliere un punto di vista così interessante che solo chi ha lavorato sodo una vita per riuscire ad indossare cuffie così prestigiose saprebbe dare.
Lui è Renzo di Falco: speaker di RDS 100% Grandi Successi e docente dei corsi di conduzione radiofonica presso Radiospeaker, oltre che doppiatore di numerose campagne pubblicitarie radiotelevisive e tutor che affianca i concorrenti del reality tv “RDS Academy”, il primo talent show sul mondo della radio.

Scopro che ci troviamo molto d’accordo su quelli che sono i punti di forza della radio. Renzo infatti la definisce: “Sincera, veloce ed empatica. La radio, poi, è immediata, un mezzo caldo. Ed è estremamente “libera”. Libera perchè è  l’unico mezzo di comunicazione che ti permette di fare altre cose mentre la ascolti. Anche se è stata data per sconfitta e superata più volte nella storia degli ultimi decenni è un mezzo in salute che è riuscito ad adattarsi alle epoche e ad integrarsi ai nuovi mezzi e alle nuove tecnologie senza perdere le sue caratteristiche”.

La coerenza della radio di cui parla Renzo è un aspetto che non salta subito all’attenzione ma è sicuramente uno di quelli più fondamentali: la radio è sempre piaciuta per come è, quindi evolversi ed adattarsi al mondo che avanza è stato importante ma rimanere fedele alla propria essenza lo è stato ancora di più. Proprio come affermava anche Casey Kasem.  E qual è l’aspetto più bello della radio per uno che la vive ogni giorno dall’interno?

“L’aspetto più bello per me che la faccio è che è un gioco, una bellissima passione che non è mai un lavoro e ti permette di vivere in una bolla, ti fa distrarre e ti permette di comunicare con gli ascoltatori”.

Non posso non “approfittare” dell’esperienza e qualità di uno come Renzo per chiedere anche qualche consiglio su come migliorarsi dietro al microfono. Diventare uno speaker professionista del suo livello appare sempre più una “mission impossible” per i “chiacchieroni” di provincia come me. Come si può fare per tentare di migliorarsi sempre?

“Consiglio un ascolto attento dei personaggi della radio che più piacciono o ispirano: rubare ma non imitare, per questo essere se stessi, sinceri e non impostati”.

Sono sempre più convinto che la classsica “chiave del successo”  in un mestiere così comunicativo sia riuscire a creare quella romantica empatia di cui parlavo all’inizio con chi ti sta ascoltando. Renzo è sicuramente, e non a caso, un artista vero in questo: “Il trucco per avere empatia con gli ascoltatori è trattarli alla pari, mai sentirsi arrivati e cercare di essere se stessi sempre”.

Eccolo allora un altro punto di forza della radio che l’ha portata ad essere il mezzo di comunicazione più scelto in assoluto dalle persone e continua ad esserlo (nonostante quel che si dice). Oltre al ritmo, la sincerità, l’empatia, la coerenza, il renderti libero c’è l’umiltà. La radio è umile, parla alla gente con il linguaggio della gente. Si fa “uomo di strada” in mezzo agli uomini di strada, senza porsi sul piedistallo ma vivendo e comunicando come loro. La radio sarà sempre una certezza per ognuno di noi perchè non si sentirà mai arrivata ed avrà sempre la fame e il desiderio di migliorarsi, ogni giorno, imparando anche dai propri errori. Come ognuno di noi!

Grazie Renzo! Viva la radio, ovunque la si faccia!

…Giamba

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