I’ vocio nella testa: un pianerottolo che tutti dovrebbero fermarsi ad osservare una volta nella vita

..ne parlavo giusto qualche giorno fa, parlando degli amici Duova, della simpatia e genialità che contraddistingue la città di Firenze e che la fa amare dal mondo intero. Ieri sera ne sono stato per l’ennesima volta testimone. Ho trascorso quasi due ore in un condominio del centro storico fiorentino, uno di quei palazzi dove i chiacchiericci salgono e scendono le scale con una rapidità pazzesca e con abilità innate raggiungono ogni condomino schivando a dovere solo il diretto interessato, chiaramente. I condomini si sa, sono piccoli paesi sviluppati in alto dove tra i pianerottoli si può trovare qualsiasi tipo di personaggio. Su uno dei pianerottoli del condominio dove sono stato c’erano due appartamenti con storie piuttosto diverse tra loro. Da un parte due fratelli ai quali la vita (e la guerra) ha portato via i genitori un po’ troppo presto e dall’altra un appartamento piuttosto affollato: una donna di casa capace di portare i pantaloni e curare la gestione della famiglia. Suo fratello incapace (o bravo a farlo credere) di lavorare e sua moglie chiaroveggente alla quale la palla di vetro ha suggerito un modo più agevole per far soldi grazie alla camera da letto. I due figli e una domestica alla quale risulta troppo difficile fare il suo lavoro senza inserirsi continuamente nelle faccende familiari. Mi son messo a sedere sull’ultimo scalino ed ho osservato intrecciarsi tra di loro le storie di questo pianerottolo in una commedia sprezzante che ti fa ridere dall’inizio alla fine, in maniera intelligente e mai volgare, anche se ricca di doppi sensi. Mi sono affezionato ai personaggi di quel pianerottolo così divertenti ma così drammaticamente opportunisti ed egoisti, che ben si rispecchiano nei personaggi di tanti e tanti condomini e famiglie con le quali siamo più abituati a fare i conti. Forse in diversi momenti e sfaccettature qualcuno ci avrà rivisto la propria di famiglia. Di sicuro su quel pianerottolo ci ho visto lo specchio esatto della nostra società, del nostro quotidiano: ci vogliamo sempre tutti un sacco di bene agli occhi degli altri, passiamo le giornate a sforzarci per apparire la famiglia perfetta, per fare in modo che, come direbbero in quel pianerottolo, “la gente non ci porti per bocca”. Il problema spesso nasce quando chiudiamo la porta di casa o quando ci piove addosso un’opportunità o una difficoltà da affrontare. A quel punto, come direbbe il saggio: “ognun per sé, Dio per tutti!”. Alessandro e i suoi sono stati maestri a rappresentare questo aspetto della vita quotidiana, sono stati maestri a farci riflettere su un comportamento che spesso teniamo quasi (ma quasi) senza accorgercene. Son stati maestri a portarci a questa riflessione tramite battute continue e senza sosta, regalandoci una risata dietro l’altra. Alessandro mi raccontava, giusto una settimana fa, che il teatro si può definire grande teatro quando riesce a comunicare e creare empatia con l’assemblea. Senza usare inutile retorica io sono convinto che l’obiettivo sia stato raggiunto in maniera esemplare, quello di ieri sera è stato un pianerottolo che tutti dovrebbero fermarsi ad osservare dall’ultimo scalino almeno una volta.
..Giamba
Ps: la nostra ha vinto tutto e, tanto per chiarirsi, la si ascolta sempre su Ganga Radio!

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