Il libro è sempre migliore del film…e del disco?

..ormai ogni volta che si legge un bel libro, di quelli che subito vengono classificati come “capolavori” o più semplicemente fanno riscontrare il boom di vendite, ci si aspetta di lì a poco la sua rappresentazione sul grande schermo. Il conseguente “scontro” tra lo schieramento di chi apprezza l’interpretazione e il tocco personale che il regista ha dato al film e chi non lo trova soddisfacente lo tiene sulla cresta e sulla bocca di tutti fino al momento in cui non si sfocia nel solito trattato di pace del “bello, ma il libro è troppo meglio!”. A questo punto ci si trova tutti d’accordo. I motivi per cui il libro vince sempre (o quasi) sul film sono molti e tutti ne siamo a conoscenza. Ce n’è uno, forse su tutti, che rende inevitabile e schiacciante la vittoria della carta stampata. Non è il fattore legato alla tempistica, certo è che nello scrivere il libro l’autore può prendersi quante più pagine vuole per raccontare e descrivere, cosa che chiaramente il regista non può fare con i minuti del film, ma non è questo. Il fattore che più di tutti sposta l’ago della bilancia è la libera interpretazione. Tutti noi quando leggiamo un libro ci immergiamo nella nostra immaginazione, siamo noi che diamo la nostra personale interpretazione alla storia, all’aspetto dei protagonisti, ai fatti che accadono. E la nostra interpretazione, proprio perché nostra, ci piace sempre. Questo col film non lo si può fare, il film lascia ben poco spazio all’immaginazione e all’interpretazione di chi lo guarda. Interpretare un libro con un film è sempre una sfida. C’è un trio fiorentino che propone, con coraggio e genio, una sfida piuttosto inedita. Per lo meno per il tipico modo di vedere la cosa. I ragazzi hanno preso un libro, un fumetto per essere precisi, diventato un capolavoro che macinato ogni sorta di record di vendita negli anni, e lo hanno interpretato a modo loro. Non con un film, ma bensì con un disco. Il fumetto in questione è Dylan Dog, ognuno di noi lo conosce, anche se non ha mai approfondito le sue storie chiunque sa di chi stiamo parlando. Il trio di cui sto parlando sono i Madisonair: tre ragazzi che sanno il fatto loro sia dietro la consolle, che dietro il microfono, che con in braccio strumenti. Vi starete chiedendo perché si decide di fare un disco su Dylan Dog. Il primo a rispondere a questa domanda è proprio colui da cui l’idea è partita, Tommaso. Mi racconta: “Ho sempre considerato questo fumetto un prodotto affascinante e mai banale. Anche in età adulta sono riuscito ad apprezzare i temi, le metafore e le sue atmosfere. Attualmente non sono più aggiornato sulle uscite ma posso dire di aver costruito negli
anni una discreta collezione. Un paio di anni fa mi sono rimesso a leggere alcuni albi e mi sono soffermato a fantasticare su alcune storie che mi avevano appassionato particolarmente. Piano piano è iniziato a configurarsi l’idea di trasformare in musica le atmosfere malinconiche, misteriose e noir che caratterizzano Dylan Dog e le sue storie.
Insieme agli altri componenti del gruppo l’idea ha preso forma. Io e Nicolaes ci siamo messi a produrre la musica e Alessandro ha preso spunto dalle storie per scrivere i testi”. Il bello di determinati fumetti è proprio questo forse, si è portati a pensare che certe letture non siano da “età adulta” ma con determinate scritture è diverso. È questo che fa la differenza, ti ispirano continuamente. Sono sempre attuali. Anzi, a sentire Nicolaes leggerlo in età adulta è ancora meglio: “Mi sono approcciato tardi a Dylan Dog ma forse il fatto di leggerlo in un
contesto ed in età matura mi ha fatto apprezzare a pieno l’intero mondo dell’indagatoredell’incubo. Il suo dualismo, le trame, la sintesi tra mondo reale e mondo fantastico e incubo, sono il connubio perfetto del mondo odierno. Ecco perché Mettere in musica quegli scenari è stato per noi un viaggio molto introspettivo”. Alessandro rafforza il mio pensiero di poco fa: Dylan Dog è sempre attuale. “Per noi Dylan è una personaggio quanto mai reale e attuale. Dylan è ognuno di noi che vive in questo mondo, in questa società fatta di contraddizioni in cui spesso è difficile distinguere cosa è reale da ciò che non lo è. Nelle sue storie i mostri, gli orrori, le paure e la follia si mischiano alla vita di tutti i giorni fino a trasformarla in un incubo ad occhi aperti, allo stesso modo oggi viviamo in un mondo in cui l’orrore è diventato normalità. Ma solo Dylan farà di tutto per cercare la verità che si nasconde dietro il male per smascherarlo, solo lui può salvarsi e salvare gli altri anche a costo di sembrare pazzo. Ecco, Dylan per noi è il pazzo che vuole svegliarsi dall’incubo. Noi ci chiamiamo Mad-is-on-air, ovvero “il pazzo è in onda”, “la voce del pazzo”, insomma ci siamo capiti”.
È un Dylan pazzo ma sopratutto ribelle. Si perché viviamo in un mondo a tratti così surreale che se una persona cerca di fare il bene, cerca di fare le cose normali in fondo, è ormai un ribelle a tutti gli effetti. Basti pensare a quanto è pazzo chi non si piega ai ricatti o non si nasconde dietro ad una spudorata omertà e denuncia le ingiustizie (per citare due esempi ben conosciuti nel nostro paese. Si è un po’ ribaltata la prospettiva anche nel mondo rap ed hip hop probabilmente, anche nei testi di tanti artisti è cambiato il “mostro” contro il quale ribellarsi. Alessandro mi aiuta a capire: “Il rap è cambiato molto. Io ho iniziato a farlo in tempi ancora non sospetti rispetto al successo che ha raggiunto oggi. A quei tempi in Italia il rap era davvero una musica di ribellione, c’era molta più politica e protesta rispetto all’immaginario americano di collane d’oro, papponi e cadillac che saltano. Io stesso avevo un gruppo che si chiamava Brigata Riot, i riferimenti sono palesi. Eravamo giovani e incazzati. In questo disco non c’è lo stesso tipo di rabbia, è una rabbia diversa, più matura, meno impulsiva e il nemico non è lo Stato, il Partito X o la Polizia e compagnia. Il nemico è la vita, soprattutto nel passaggio dall’età infantile all’età adulta, il momento in cui i tuoi sogni vengono definitivamente cancellati e inizia l’incubo, il momento in cui avviene il primo vero distacco dal mondo della fantasia e ti viene chiesto di rimanere con i piedi per terra. Questo aspetto torna molte volte nel disco”. Non è mia abitudine etichettare con un genere musicale un disco od una band, e non lo farò nemmeno ora. Le etichette non mi piacciono poi un granché. Sono solo curioso di sapere che influenze e che background ci sono dietro ad un disco che racconta Dylan Dog con sonorità così “black”. Nicolaes mi racconta che: “le influenze musicali credo abbiano un ampia gamma di generi e generazioni
musicali, questo è quello che forse rende il sound vero e genuino, un sound MAD. Personalmente negli anni 2000 mi sono avvicinato e quello che veniva chiamato crossover ovvero rock-metal con il rap, tra cui i Linkin Park furono tra i gruppi di spicco. Questa differenza di background per noi non è mai stata un problema, anzi, è stato il punto di partenza nel comporre le nostre traccie. L’obiettivo era quello di creare un’atmosfera, un viaggio”.  Anche Tommaso rimarca questo pensiero, diverse influenze ma bello così!
“Seguendo la volontà di creare un unico filo conduttore per tutto l’album, ci siamo concentrati più sull’atmosfera in generale che sul genere in particolare. Direi che le influenze sono molte e diverse. Nei nostri bagagli personali ci sono sicuramente background musicali più evidenti che oscillano dal rap alla musica elettronica ma nonostante questo, non ci siamo mai voluti soffermare su un genere preciso. Ascoltiamo un sacco di musica, ci piace sperimentare e ci facciamo continuamente influenzare da generi diversi. Se dovessi etichettare questo album direi Crossover, nella sua più naturale accezione del termine, ovvero un “incrocio” di stili musicali differenti”. Sono davvero molto curioso di potermi godere questo crossover, chissà se c’è la possibilità di farlo anche dal vivo. A tal proposito Nicolaes mi spiega che: “​Per ora non ci sono serate in programma, siamo in studio a fare gli ultimi ritocchi alle
tracce e nel frattempo stiamo studiando una formazione per i live. Io sono un chitarrista e Tommaso è bassista quindi oltre alle produzioni in studio vogliamo cercare di riarrangiare le tracce in maniera analogica oltre che tramite supporti digitali. Fondamentalmente oltre che a produrre ci vogliamo divertire a suonare, quindi pensiamo che riarrangiare l’album possa sicuramente portare un valore aggiunto a tutto il prodotto.
Poche settimane fa è uscito il primo singolo del disco, “La Clessidra di Pietra” che vede la collaborazione di MisTilla, voce degli Earth Beat Movement (EBM). Il video è stato girato da Bamboo Films con cui è nata una bellissima collaborazione e con cui stiamo girando i prossimi video dei prossimi singoli. Non sappiamo ancora dare una data certa ma stiamo lavorando per presentare il disco dal vivo, nel frattempo faremo uscire altre tracce del disco e nuovi video”.
E allora incollati alla pagina Facebook o al canale youtube Madisonair per scrutare presto nuovi video e scoprire nuovi suoni ribelli!
..Giamba
Guarda il video de “La Clessidra di Pietra” qui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: