..Le band emergenti e “l’usato sicuro”

Le giornate di chi sogna, un giorno, di vivere di musica sono complicate ma ricche a momenti di grandi soddisfazioni. Io non sono un musicista ma posso immaginare quanto sia speciale quel momento in cui ti riascolti il tuo nuovo pezzo e capisci che ti è venuto veramente bene, capisco quanto debba essere soddisfacente quando la cosa comincia a riscuotere consensi anche da altre orecchie. Sono momenti e soddisfazioni che mi tengo stretto e respiro a fondo anch’io quelle poche volte che mi rendo conto quanto quella diretta, quell’evento o quel progetto in cui ci spendiamo in radio ha meritato l’attenzione delle persone e sia piaciuto. È bellissimo scoprire come, nella frenesia di tutti i giorni, le persone abbiano deciso di fare una cosa sempre più difficile da fare: fermarsi ad ascoltarti. Se c’è una cosa che ho imparato è che uno sogna di vivere di musica perché nessuna attività, nessun posto di lavoro nel quali ti rechi ogni mattina ti potrà far godere più di quello che tiri fuori dalla tua camera, dal tuo studio, dalla tua testa. Questo vale sia nel caso che la musica sia la tua, che in quello in cui presenti quella degli altri. Il godimento che questa cosa ti porta vale più del macchinone che un giorno, forse, ti potrai comprare con i soldi della tua musica o della tua radio. Per lo meno questo è quello che penso io. Che poi a me, tra l’altro, i macchinoni non mi attirano nemmeno più di tanto. Un’altra cosa che ho imparato è quanto siano brave le persone che rincorrono quel sogno, voglio dire la loro “rincorsa” è veramente di spessore. Le band che ci fanno appassionare e che vi facciamo ascoltare su Ganga Radio non hanno niente da invidiare a quelle che ascoltate su Radio Deejay. Sarà perché anche Ganga Radio non ha niente da invidiare a Radio Deejay?! Vabbè una cazzata ce la dovevo infilare altrimenti diventavo preoccupante. Rendendomi conto di quanto sia sempre più difficile per queste band trovare terreno fertile e farsi conoscere al di fuori della nicchia di noi appassionati mi sono chiesto quanto abbiano voglia di scommettere su di loro gli “esperti del settore” e quanta voglia ci sia di dare a loro un palco, una serata e un pubblico da coltivarsi. Insomma, mi rendo conto che le dirette di Gangaland siano un gran trampolino e una grande dose di visibilità per queste band ma mi rendo conto che possa non bastare (cazzata numero 2). Desideroso di avere opinioni diverse e da persone che “masticano” l’argomento da più tempo di me e con una dose di professionalità decisamente superiore mi sono fatto una chiacchierata con un paio di amici. Uno di questi è Lorenzo Pucci, musicista a sua volta. Cantante e chitarrista per la precisione, dei TROUBLEDOUBLE e degli Holliwood Beardz per essere ancora più precisi. Lorenzo è anche il coordinatore delle band che partecipano al Soms Experience, un importante contest in corso al circolo di Palaia (di cui lui è anche uno dei consiglieri da 10 anni a questa parte) che si spende molto per dare a questi ragazzi il pubblico che meritano ed aiutarli a farsi strada. Non solo, è il coordinatore delle band per il Tuscania Festival che la scorsa estate ha messo in scena l’arte e la creatività della nostra bella regione anche in forma musicale all’interno di un evento spettacolare, che ha colpito tutti positivamente, nel suggestivo centro storico di Peccioli sulle colline Pisane. A proposito, fateci un salto quest’estate, lo rifaranno e ne vale veramente la pena farci un giro.
Insomma Lorenzo è veramente uno che sa sul serio di cosa si sta parlando, uno che mi può aiutare davvero a chiarirmi qualche interrogativo. Si capisce quando mi spiega l’importanza del “suonare dal vivo”, ancor di più se si suona ad una manifestazione tipo quella del Soms Experience.

“I contest”, mi racconta, “sono fondamentali per le band emergenti, ti danno la possibilità di esibirti, di confrontarti e soprattutto di ricevere consigli e/o critiche, che sono il pane per noi musicisti. Personalmente preferisco sempre una critica ad un «bravo», ricevere complimenti fa sempre piacere ma servono a poco! Un contest serve alla band per crescere!” C’è bisogno di qualcuno che ti osservi dall’esterno con distacco per farti capire dove devi migliorare. Ma è così difficile trovare posto su un palco per queste band?
“Non sempre riescono a trovare spazio, il locale che vuol fatturare tende sempre a chiamare cover band o tribute band. Si punta «all’usato sicuro»”. Qui Lorenzo, però, mi fornisce uno spunto al quale sinceramente non avevo pensato, mi spiega: “Questo voler puntare da parte dei locali sulle cover/tribute è dato anche della gente che preferisce una serata conosciuta ad una scoperta musicale”. Mi viene da pensare ad un articolo che lessi tempo fa, diceva che il puntare su questo famoso “usato sicuro” aveva portato la musica italiana a vivere un forte momento di stallo, sempre meno in grado di offrire novità accattivanti. Lorenzo non da la colpa solo a questo e mi da un altro interessante punto di vista. “Bisognerebbe tornare alle origini. Dare più attenzione al vivo della musica e non allo show televisivo o il mondo di internet. Abbiamo spostato tutta la concentrazione su quello, oggi giorno un gruppo sconosciuto può diventare famoso in un giorno tramite youtube o talent show televisivi. Il problema è che non esiste più la gavetta e quello che arriva è più l’estetica dell’essenza musicale. Quindi come un gruppo può nascere e affermarsi tanto velocemente può morire.” Quindi cosa occorre fare per far sentire quanta bella musica c’è più o meno nascosta da tutti questi interessi di facciata? Mi risponde secco. “Giornalisti, critici e case discografiche dovrebbero investire di più su contest musicali, come era una volta”. Siamo entrambi convinti che di cose belle che meritano di venire galla ce ne siano proprio tante, lo capisco quando chiedo a Lorenzo se, dall’alto della sua eperienza, ha un consiglio che si sente di dare a queste band emergenti. Lui semplicemente mi risponde con: “Non devono mai smettere di sognare”. Questo “mai” andrebbe scritto gigantesco, tipo «grandezza carattere 72». Come disse una volta durante un web radio festival nella capitale il buon Gabriele Corsi: “Se la tua strada è quella lì prima o poi la imboccherai. Non importa quanto ci metterai, se perdi la speranza prima di averla imboccata significa che non era la tua strada”

..GiAMba

Una risposta a "..Le band emergenti e “l’usato sicuro”"

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  1. Poco più di una settimana fa ho sentito suonare, per il contest “Emergenza Festival”, una band emergente formata da cinque giovanissimi ragazzi, i “Back on Track” che hanno stupito tutti presentando il loro primo inedito “At the Moment” riuscuotendo un grande successo tanto da passare in finale…Mai smettere di sognare dici? I “Back on Track” hanno appena cominciato e sembrano farlo in grande, secondo me meritano davvero una chance e maggiore attenzione, vedremo cosa riserverà loro il futuro!

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